Chiusura festiva dei negozi, un danno anche per il mercato e-commerce e per la competitività delle imprese italiane

Le proposte di legge attualmente in Commissione Attività Produttive della Camera vorrebbero limitare l’apertura dei negozi fisici nei giorni festivi; inoltre una di queste propone anche il blocco degli ordini online nel fine settimana. Ciò è preoccupante poiché avrebbe come conseguenza un’ulteriore perdita di marginalità e competitività per le aziende italiane”, afferma Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, il Consorzio del Commercio Digitale Italiano.

Quale rappresentante di oltre 350 aziende internazionali e di piccole-medie dimensioni che operano nel commercio digitale, esprimo il mio disappunto per questa iniziativa legislativa che creerebbe un ulteriore ostacolo non solo allo sviluppo del settore retail, ma anche dell’intero sistema economico italiano.”

Il commercio è infatti uno degli assi chiave sui quali si deve fondare la ripresa dell’economia nazionale: se il consumatore italiano non potrà acquistare nei canali fisici ciò di cui ha bisogno, lo cercherà online e se online le condizioni offerte dai player italiani non saranno allineate a quelle dei portali internazionali, la sua scelta ricadrà su questi ultimi; viceversa, i consumatori stranieri interessati a comprare prodotti italiani, dovranno scontrarsi con un livello di servizio non allineato agli standard internazionali.  In definitiva, le aziende italiane subirebbero un danno sia a livello di distribuzione nazionale che di export. “É impensabile aggravare le aziende italiane di un ulteriore svantaggio competitivo a livello internazionale, quando anche i recenti sviluppi della normativa - ad esempio l’abolizione del geoblocking- stanno andando verso un’armonizzazione del quadro competitivo” prosegue Liscia.

Le proposte di legge avanzate andrebbero a impattare su un settore, quello dell’e-commerce, che negli anni continua a registrare una costante crescita: il valore degli acquisti online toccherà i 27 miliardi di euro nel 2018, registrando una crescita a doppia cifra rispetto all’anno scorso, pari al 15%.

Trovo assurdo, conclude Liscia, coinvolgere nella proposta di legge le aziende di e-commerce per incentivare le persone ad acquistare nei negozi sotto casa. Non è questa la strada per supportare i piccoli negozianti, che anzi dovrebbero essere aiutati a utilizzare i canali digitali per instaurare una nuova relazione con il consumatore e creare un ecosistema unico tra online e offline grazie al quale il cliente possa usufruire, indipendentemente dal canale scelto, di un’esperienza d’acquisto completa e soddisfacente. Solo così si potrà incrementare la competitività delle piccole imprese e contribuire alla crescita economica”.

11/09/2018