Netcomm, il Consorzio del commercio digitale italiano – punto di riferimento in materia di e-commerce e trasformazione digitale nel panorama nazionale e internazionale, con oltre 400 aziende consorziate, nazionali, internazionali e piccole-medie realtà di eccellenza del Made in Italy che operano lungo tutta la filiera del comparto digitale – esprime apprezzamento per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rilevando, tuttavia, la necessità di ulteriori sviluppi progettuali e di sistema.

I finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea rappresentano un’occasione storica senza precedenti per gli Stati Membri e in particolare per il nostro Paese, per modellare il Sistema Italia rendendolo moderno, competitivo sul piano internazionale e attrattivo di investimenti. La pandemia ha determinato gravissimi effetti sul piano sanitario e dolorose conseguenze sociali ed economiche facendo emergere anni di arretratezza, di carenze e mancanza di visione. Allo stesso tempo, la crisi pandemica sta promuovendo una forte accelerazione al processo di trasformazione digitale. Al fine di supportare l’attività delle Istituzioni in questo percorso, Netcomm ritiene fondamentale mantenere il dialogo e la collaborazione tra pubblico e privato; il settore privato e le associazioni possono infatti fornire al decisore elementi preziosi di riflessione e indicare le reali necessità dei soggetti rappresentati grazie alla conoscenza diretta del settore di appartenenza. Attraverso il presente documento Netcomm intende fornire il proprio supporto e contribuire alla crescita del Paese, con un’analisi costruttiva, mettendo a disposizione la propria esperienza nel settore digitale nel quale opera da tempo sia a livello nazionale che internazionale.

Riflessioni generali sul PNRR
Il documento affronta diverse tematiche del digitale trattandole come singole componenti di un ecosistema con una valenza autonoma e indipendente; tale impostazione determina una forte frammentazione sia in termini territoriali sia in termini di offerta di servizi ai cittadini, che quindi vanifica i benefici di semplificazione e di efficientamento che il digitale e la tecnologia possono apportare all’intero Sistema Paese. Apprezziamo il richiamo, nella parte introduttiva, del principio cardine ispiratore della “centralità della persona, con le sue libertà, le sue aspirazioni e la sua dignità”, tuttavia tale principio non può attuarsi nel concreto stante la forte frammentazione esistente e l’assenza di una visione di insieme che possa riconciliare le singole componenti; ribadiamo pertanto la necessità di una visione del digitale unitaria e umano-centrica che metta al centro la “persona nelle diverse interazione della sua vita quotidiana e la conseguente necessità di rovesciare la prospettiva che ha ispirato fin d’ora l’impostazione del Piano. Porre la persona al centro significa creare relazioni, interazioni e valore all’interno dell’intero ecosistema di riferimento: ad esempio, significa porre al centro il “cittadino” nella sua relazione con la P.A.; significa porre al centro il “consumatore” nella sua relazione con le imprese in un’ottica di esperienza d’acquisto “on-life” senza alcuna distinzione tra acquisto fisico e digitale; significa porre il “paziente” al centro della filiera della salute mettendo la tecnologia al suo servizio affinché posa supportarlo in ogni fase del suo percorso terapeutico e assistenziale (onlife patient); significa ridisegnare i percorsi turistici mettendo al centro il “turista” in un’ottica aggregata di servizi e esperienze. Ne deriva pertanto la necessità e l’urgenza di ripensare ai progetti in un’ottica di “Connected Economy” promuovendo interventi che consentano di riconnettere un sistema che oggi appare fortemente frammentato e non integrato nelle sue componenti. Connected Economy significa replicare “l’effetto rete” di internet mettendo in relazione le persone, gli attori delle diverse filiere, i servizi e l’accesso ai servizi nei diversi ambiti di riferimento.   In particolare, occorre applicare il modello “rete” alle sei macroaree esaminate nel piano.  Il Sistema Italia risulterà vincente e avrà la possibilità di recuperare il divario sul digitale rispetto altri paesi dell’Unione Europea se sarà in grado di applicare questo modello “rete” ai processi distributivi, al settore sanitario e ai modelli di erogazione dei servizi di cura, ai modelli di accesso e fruizione dei servizi turistici, ai piani di formazione e sviluppo delle competenze. L’adozione di tale approccio implica il ripensamento dei progetti, delle sinergie e dei servizi a valore aggiunto a favore di cittadini, imprese e del Paese; significa connettere la mobilità e la logistica; significa utilizzare i dati e renderli interoperabili per creare valore condiviso; significa creare un sistema all’interno del quale i pagamenti digitali e le identità digitali dialoghino e garantiscano servizi al cittadino su tutto il territorio nazionale.

La rete di valore del Commercio Digitale
In qualità di rappresentanti del Commercio Digitale italiano sottolineiamo l’importanza e la rilevanza dell’e-commerce inteso come “Rete di valore del Commercio Digitale in Italia” in termini di fatturato (PIL) e in termini occupazionali (esplicitare il fatto che “e-commerce” è l’insieme di molteplici fattori e servizi). La rete del valore dell’e-commerce è infatti al terzo posto tra le 99 attività economiche italiane per incidenza sul fatturato del settore privato in Italia nel 2019, con un peso del 19,2% sulla crescita di fatturato del totale delle attività economiche italiane. Nello stesso anno, inoltre, la rete ha inciso profondamente sulla crescita dell’occupazione delle imprese italiane, con un contributo del 6,7% sul totale, collocandosi, anche in questo caso, al terzo posto tra i settori economici per variazione dell’incidenza sull’occupazione italiana. Il settore legato agli acquisti di prodotti online in Italia nel 2020 genera un incremento di ricavi per 5,5 miliardi di euro. Gli operatori del segmento, ossia i Retailer (gli operatori che distribuiscono prodotti e servizi), i Brand owner (aziende di prodotti di marca che hanno attivato strategie e canali di vendita diretta online) e i Business partner (le realtà che forniscono servizi alla filiera) sono rappresentati da oltre 678mila imprese che danno occupazione a oltre 290mila lavoratori nel nostro Paese1.

SCARICA il documento completo con la Posizione di Netcomm

____________________________________________________________________________________________________
1La rete del valore dell’e-commerce e del digital retail in Italia, una ricerca di Netcomm condotta da The European House – Ambrosetti (2020)